Quindi, ministro si comporta come maestro, sindaco come sarto, ingegnere come infermiere, direttore e rettore come attore e scrittore; professore, dottore e alcuni altri sostantivi invece sono ormai entrati nell’uso con il femminile in -essa, professoressa e dottoressa, e il buon senso linguistico (o meglio, l’economia linguistica) consiglia di non modificare ciò che è già stabilmente nell’uso, perché è uno spreco di energie. Pensare che qualcuno ritenga sufficiente cambiare il lessico è un caso di argomento fantoccio: si costruisce un’argomentazione farlocca, inutilmente polarizzata, irricevibile, in modo da demolirla con maggiore facilità. Questo vuol dire che basta cambiare l’articolo e non serve creare un maschile inesistente, perché il termine è già anche maschile. Il giochetto delle assonanze è divertente, ma non dirimente. Qui mi rivolgo a coloro che si definiscono “un’avvocato, ma con l’apostrofo perché sono femmina”, o che dicono “la ministro” o “la sindaco” o “un’ingegnere” o “la direttora” o “la rettora” o “la professora” perché “direttrice, rettrice e professoressa sono sputtanati”. 2. bevi 3 litri di acqua al giorno 3. mangia regolarmente 3 volte al giorno masticando molto bene, bevendo latte tiepido e mangiando frutta 4. fai un p di attività fisica ogni giorno, ... mangia mele e pere cotte ogni sera prima di andare a dormire, bevi molto e cammina. E il motivo per cui nessun uomo ha sentito il bisogno di farsi chiamare guardio, stello o maschero rimarca, secondo me, l’esistenza di uno squilibrio linguistico tra maschile e femminile: i maschi non sono e non si sentono generalmente sottorappresentati da un punto di vista linguistico, per cui quei pochi casi in cui vengono appellati al femminile non sono percepiti in maniera disturbante o lesiva. E quindi non si potrebbe dire grafica perché la grafica indica anche l’insieme delle caratteristiche grafiche di qualcosa (ma anche grafico può indicare la persona che esercita questa professione, come pure lo schema appeso al muro); non si potrebbe definire una donna chimica o fisica perché indicano già la materia (ma anche fisico può riferirsi sia al mestiere sia alle caratteristiche del corpo di una persona: per fortuna, è diverso dire che Luigi è un fisico bestiale o ha un fisico bestiale); non bisognerebbe dire che Nilde Iotti era una politica perché la politica è la scienza e arte di governare uno Stato (e politico non può forse essere usato anche con il significato di aggettivo? I nomina agentis al femminile sono documentati sin dall’antichità classica, e ricorrono anche durante la storia della nostra lingua (per fare un esempio: Dante usa ministra) tutte le volte che – indovinate un po’? Ti rincuoro: nessuno ha mai pensato di usare presidenta, perché presidente è un sostantivo epiceno, per cui basta cambiare l’articolo: il presidente/la presidente (meglio evitare la presidentessa, che nasce come sostantivo per indicare la moglie del presidente). 23. Faccio una premessa: in italiano, il neutro non esiste. Artigianato al Femminile Roma. Directed by Catherine Corsini. Per cercare di risultare utile contemporaneamente a chi desidera avere delle risposte da fornire ai detrattori e alle detrattrici e a chi invece non è convinto della bontà o correttezza dei nomina agentis declinati al femminile, ecco una lista delle obiezioni più comuni assieme ad alcune possibili risposte o suggerimenti per comprendere meglio la questione. Il fatto che storicamente questi sostantivi non abbiamo entrambi i generi non esclude che l’altro genere potrebbe esistere (pensiamo ai Sentinelli di Milano o al termine pedona, che si incontra online, o ancora, all’uso scherzoso di membra o genia); semplicemente, fino a questo momento non sono stati usati. In altre parole, secondo me non occorre essere femministi e femministe per usare i nomi di agente al femminile (certo, esserlo aiuta). ... 1 Collega, con una freccia, il soggetto al verbo. Ho scritto un intero libro su questo tema, alla cui consultazione rimando nel caso si volesse approfondire: Femminili singolari (2019, EffeQu). In altre parole, nominare le donne che lavorano in professioni prima quasi esclusivamente maschili, o che conquistano posizioni apicali che precedentemente erano loro de facto precluse, può contribuire a normalizzare, agli occhi (e alla mentalità) delle persone, la loro presenza. ... Tutti i colori e le sfumature dell'universo femminile. Il tuo browser non può visualizzare questo video . 2 Mes copines. Insomma, se non ti piace il suono di una parola, puoi cercare di evitare di usarla. Per oggi mi fermo qui, ma prometto che presto leggerete un altro capitolo della mia Alfa... Pour le moment je m'arrête ici, mais je vous promets que vous lirez bientôt un autre chapitre de mon Alfa... 2007: Collettiva: "Pianeta Donna: l'universo creativo, 2007: Collective: "Planète Femme: l'univers créateur, I termini utilizzati per le funzioni e gli incarichi menzionati nel presente regolamento interno sono applicabili sia, S'agissant des fonctions et charges mentionnées dans le présent règlement, les termes utilisés s'appliquent tant, "Direttore generale", "caporedattore" si incontrano raramente, "Directeur général", "rédacteur en chef" se rencontrent rarement, L'impiego concreto di appellativi professionali, L'utilisation concrète de noms professionnels, In tale occasione, il 14 giugno 1996 ha avuto luogo una conferenza sul tema «l'impresa, A cette occasion, une conférence s'est tenue le 14 juin 1996 sur le thème de «L'entreprise, Il 30 marzo ha partecipato alla tavola rotonda sul tema «1992: l'Europa, Le 30 mars, il a participé à la table ronde sur le thème « 1992 - l'Europe, L'elenco dei temi trattati finora durante le nostre serate è estremamente eterogeno e va dall'imprenditoria, La liste des thèmes traités jusqu'à maintenant durant nos soirées est extrêmement hétérogène et va des entrepreneurs, Perché è chiaro che provi ancora qualcosa per lui, visto che ogni volta che lo vedi diventi una Hugh Grant, C'est clair qu'il y a encore des sentiments puisque chaque fois que tu le vois tu deviens Hugh Grant, Siete poeti, ciascuno di voi, e parlate della vostra Musa, Vous êtes tous poètes et parlez de votre muse, Abbiamo dunque bisogno, con la massima urgenza, di considerare questo problema e coniugare anche, Il est donc urgent de prendre en compte cette problématique et de conjuguer aussi, Questa evoluzione ne porta con sé altre e provoca discriminazioni crescenti, tra le quali merita un'attenzione particolare la situazione dei coniugi - ma sarebbe più giusto usare sempre il termine, Cette évolution en entraîne d'autres, dans un cumul de discriminations, et la situation des conjoints aidant les travailleurs indépendants, qui justifierait que l'on en parle toujours, È importante rispettare l'impegno di raddoppiare le nomine, Il importe de respecter l'engagement de doubler les nominations, La fortuna e la chiesa appartengono generalmente. Chiamare al maschile una donna non è politicamente scorretto: è a mio avviso semanticamente fuorviante, innecessario, contrario al normale funzionamento della nostra lingua; di conseguenza, non considero un esempio di politicamente corretto appellare una donna al femminile; piuttosto, mi pare semplice conseguenza della realtà. E poi, a me non sembra che si sottolinei una differenza, ma che in tantissimi casi usiamo i femminili con assoluta naturalezza e senza considerarli una sottolineatura, per poi rifiutarci in casi specifici (la giudice, l’amministratrice delegata, la segretaria generale). 15 minuti a 200 Ok ti far sapere.. “Discovering Man through the Symbolic.” The European Legacy 20.3 (2015): forthcoming.Nicoletta Pireddu. Ma questo non la rende meno “reale”. Trovaci su Pinterest! E poi, se maestra non è cacofonico, perché dovrebbe esserlo ministra? La risposta, dunque, sembra semplice; eppure, sui social network – e non solo – ho letto moltissime discussioni, talvolta anche dai toni estremamente accesi, sull’opportunità o meno di impiegare questi femminili. 2 à l’heure. Il lavoro che vorrei fare (assieme a molte altre persone più titolate di me) è di togliere di mezzo pregiudizi, preconcetti, false credenze. A proposito: la cancelliera Angela Merkel è chiamata così, non cancelliere, anche da noi (in patria è Bundeskanzlerin). In tutti gli altri casi, che un termine voglia dire anche altro non pare essere un problema. Ne hai la certezza? Siamo abituati ad accostare a segretaria il significato di “donna che scrive al computer le lettere del capo”, a maestra quello di “insegnante alla scuola dell’infanzia o primaria”, a direttrice quello di “persona che dirige un collegio”. Crea le tue pagine in alcuni semplici passi e condividile con amici in modo facile e veloce Aspetta un attimo: la lingua segue delle regole, per quanto elastiche, non è che possiamo fare completamente di testa nostra. Per eloise1 le pere sono buonissime con l'insalata,oppure ci puoi fare degli ottimi crostini caldi utizzando pane affettato e formaggio (le pere le aggiungi alla fine quando il formaggio comincia a fondersi),alla fine puoi guarnire il tutto con miele di acacia.puoi utilizzarle anche per fare una crostata di pere.ciao Questo è un dolce di origine francese che fu chiamato in questo modo in onore all’operetta “La belle Hélène” di Jacques Offenbach. Search the world's information, including webpages, images, videos and more. Risultati: 166. Stéphanie Frappart è arbitro, arbitro donna o arbitra? E se fosse solo o soprattutto questione di abitudine? Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. ).....sono delle bombe caloriche, così come i succhi di frutta.....cerca di toglierle al più presto, magari i primi giorni non mangerà nient'altro, ma … Esistono, invece, fonti che elencano numerosi femminili professionali – e i modi morfologicamente corretti per formarli – che sono di libera consultazione: per esempio, la guida di Cecilia Robustelli per Giulia “Donne, grammatiche e media” e, sempre della stessa autrice, le “Linee guida per l’uso del genere nel linguaggio amministrativo”. Ma soprattutto, chi sei tu per decidere che “non è necessario”? L'utilisation concrète de noms professionnels au féminin met en œuvre un changement durable des mentalités, et de l'inconscient collectif, par suite, de la société même. L' altro giorno ho aggiunto pere ed era buonissima, semplice e genuina ... Mulino Bianco, ecc. “European Ulyssiads: Claudio Magris, Milan … We invite you to browse through the following publications by Comparative Literature faculty. 2 (1952–1953): 32–57, pp. i dolcetti di Kerù. Bollite o al microonde! Sia che tu lo dica da maschio (e allora è in agguato il rischio di minchiarimento), sia che tu lo dica da femmina, ricordati che la tua esperienza personale non riassume il mondo intero. Nicoletta Pireddu. C’è chi dice la studente: si può fare. Non è vero. Welcome to the Netherlands. Ciao ragazze sapete come si cucinano le pere cotte? Ciao a tutti, oggi sono qua a mostrarvi come preparare un dessert a base di frutta veloce e super goloso: le pere alla bella Elena. Chiamare al maschile una donna non è politicamente scorretto: è a mio avviso semanticamente fuorviante, innecessario, contrario al normale funzionamento della nostra lingua; di conseguenza, non considero un esempio di politicamente corretto appellare una donna al femminile; piuttosto, mi pare semplice conseguenza della realtà. Il fatto che se ne discuta così tanto, così diffusamente e con toni così esacerbati per me indica che per qualcuno è una questione rilevante, che qualcuno invece lo ritiene necessario. Brutta storia, questa. 4 en retard. Prima di dichiarare che un certo femminile non esiste, ti consiglio di consultare un dizionario aggiornato (no, uno di cinquant’anni fa non è detto che vada bene: nel frattempo, la realtà è cambiata, e di conseguenza anche la lingua); se non ce l’hai, possono essere d’aiuto anche Google, Google Libri e alcuni dizionari presenti in rete. Ho deciso di modificarla alleggerendola un poco, sostituendo il secondo uovo con albumi (2 uova mi sembravano eccessive per così poca farina) e meno zucchero (visto che era più della farina). Le parole non sono mai solo parole: sono ganci verso mondi di significati, e al contempo le parole che usiamo ci definiscono agli occhi degli altri. I nomi di GENERE COMUNE: i termini sono di fatto ambigeneri, cioè, in sostanza, basta cambiare l’articolo: I nomi di GENERE PROMISCUO: la definizione si riferisce a nomi di animali che hanno un’unica forma, come.